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Tumore al polmone non-a-piccole cellule: l’immunoterapia a base di Pembrolizumab superiore al chemioterapico Docetaxel con un minor numero di effetti collaterali


Uno studio clinico ha mostrato che Keytruda ( Pembrolizumab ), un farmaco immunoterapico, può allungare la vita delle persone con tumore del polmone in fase avanzata.

Keytruda è già approvato nel trattamento del melanoma e del tumore del polmone non-a-piccole cellule.
Il farmaco è balzato agli onori della cronaca per aver aiutato l'ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter a combattere il tumore al cervello.

Uno studio ha messo a confronto Pembrolizumab al farmaco chemioterapico Docetaxel ( Taxotere ) in più di 1.000 pazienti con tumore del polmone non-a-piccole cellule.
Tutti i pazienti avevano mostrato progressione del proprio tumore anche dopo chemioterapia.

Il tumore non-a-piccole cellule è la forma più comune di tumore del polmone.

E’ stato osservato che i tumori che presentano sulla propria superficie una proteina denominata PD-L1, sono in grado di resistere meglio agli attacchi del sistema immunitario.

Tra i pazienti con maggiore espressione di PD-L1, coloro che hanno ricevuto Pembrolizumab hanno vissuto un periodo di tempo doppio rispetto a quelli che hanno ricevuto solo Docetaxel ( 14.9 mesi versus 8.2 mesi ).
Anche i pazienti con bassi livelli di PD-L1 hanno beneficiato del trattamento con Pembrolizumab, ma in misura minore.

L’incidenza di effetti collaterali correlati al trattamento è stata inferiore nei pazienti trattati con Pembrolizumab rispetto a coloro che hanno assunto Docetaxel. ( Xagena )

Fonte: The Lancet, 2015

Xagena_Medicina_2015



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